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Quando si parla di riparazione dei radiatori per auto d’epoca, i proprietari si trovano spesso in situazioni spinose, perché sostituire i componenti originali è quasi impossibile, essendo usciti di produzione da decenni. Le alternative sono adattare un pezzo moderno, opzione che di solito gli amanti delle vetture vintage faticano ad accettare, oppure recuperare l’originale con un intervento mirato. I tecnici di Piccinato Sergio Srl lavorano con perizia su questa seconda strada, puntando a un approccio conservativo della funzionalità, del valore e dell’estetica del veicolo.
La sostituzione o il ripristino di un radiatore d’epoca richiede procedure e accortezze specifiche dato che il componente è a vista e concorre al valore documentale del veicolo. Fino agli anni Settanta, le masse radianti venivano realizzate in rame e ottone con saldature a stagno e presentavano una geometria delle alette e un profilo delle vasche che l’occhio di un appassionato distingue senza esitazione. Oggi, i pezzi corrispettivi sono in alluminio e plastica, perciò leggeri e funzionali. Tuttavia, quando si apre il cofano, l’estetica del vano motore è visibilmente alterata.
Per quanto riguarda il riconoscimento dello status d’auto d’epoca, l’Automotoclub Storico Italiano affida alle proprie Commissioni Tecniche la verifica dell’autenticità e dell’originalità dei singoli componenti. Se questi esperti rilevano modifiche non coerenti con il periodo in cui è stato prodotto originariamente il mezzo, esse rischiano di compromettere il riconoscimento di interesse storico, riservato ai veicoli che hanno superato i vent’anni dalla costruzione. Chi ambisce alla certificazione trova, quindi, nel restauro una via preferibile alla sostituzione.
Il restauro artigianale di un radiatore d’epoca passa dalla ricostruzione della massa radiante con maglie replica delle originali. La maglia, cioè il pacco di tubi e alette che scambia calore con l’aria, è la parte che si degrada per prima: si ossida dall’interno, si intasa con i depositi del liquido e cede nei punti di saldatura. Vasche, bocchettoni e supporti, invece, restano quasi sempre recuperabili.
Nella nostra officina riproduciamo la maglia replicando il passo e il profilo di quella di fabbrica, poi la rimontiamo sui componenti originali del radiatore. Finita l’operazione, il gruppo raffredda come deve e, a cofano aperto, resta coerente con il veicolo.
Il restauro artigianale di un radiatore storico si articola in passaggi precisi che i nostri tecnici eseguono in sede:
smontaggio completo del pezzo, per separare la massa radiante dalle vasche e dai supporti;
verifica delle condizioni della maglia, che stabilisce se è recuperabile o se va rifatta;
pulizia interna dei condotti, per rimuovere i depositi accumulati negli anni;
sostituzione della massa radiante con la replica, quando la valutazione la rende necessaria;
rimontaggio sui componenti originali e riconsegna.
Il radiatorista esegue anche altre lavorazioni ricorrenti, come il decapaggio, un trattamento chimico che scioglie incrostazioni e ossidi all’interno dei condotti, e la prova di tenuta in pressione, con cui si verifica l’assenza di trafilamenti prima della riconsegna.
La scelta dipende da due fattori: lo stato della massa radiante e la reperibilità del pezzo. Se la maglia è forata ma vasche e telaio sono integri, la riparazione permette di conservare la parte del componente che ha valore storico e costa meno di una ricerca sul mercato del collezionismo. Se, invece, il corpo del radiatore è deformato o corroso in profondità, insistere sul restauro ha poco senso.
Per questi casi il nostro magazzino dispone di un catalogo di radiatori nuovi in pronta consegna, che copre anche modelli d’epoca ormai introvabili presso i canali ufficiali. In assenza del pezzo giusto, i progettisti sono in grado di costruirlo su misura partendo dalle quote del veicolo.
Il restauro delle masse radianti riguarda anche i trattori agricoli d’epoca, un segmento che seguiamo con lo stesso metodo applicato alle vetture. Sui veicoli da lavoro degli anni Cinquanta e Sessanta il problema è spesso più marcato: decenni di impiego in campo, acqua non trattata nell’impianto e ricambi che non esistono più nemmeno nei magazzini dei concessionari. Ricostruire la maglia diventa, quindi, l’unica via praticabile per rimettere in moto un mezzo destinato alle rievocazioni o all’esposizione.
Prima di rassegnarti a sostituire il componente originale con un adattamento che, per quanto funzionante, può compromettere il valore storico del mezzo, chiedi il parere dei nostri esperti. Puoi mandarci qualche foto del pezzo e le sue quote: ti diremo se la massa radiante è recuperabile e cosa comporta l’intervento. Contattaci per una consulenza o un preventivo, possiamo organizzare il ritiro del radiatore ovunque ti trovi in Italia.
Dipende dallo stato della massa radiante, che valutiamo solo dopo lo smontaggio del pezzo. I tempi vengono definiti in fase di preventivo, insieme al tipo di lavorazione necessaria.
Sì, lavoriamo con clienti su tutto il territorio nazionale e gestiamo la spedizione o il ritiro convenzionato del componente. La manutenzione viene eseguita esclusivamente presso la nostra sede di San Bonifacio, in provincia di Verona.
Sì, e in genere si prestano meglio al restauro dei pacchi radianti moderni in alluminio e plastica, che sono progettati per la sostituzione integrale. Il rame e l’ottone si saldano; quindi permettono interventi mirati sulle parti danneggiate.
Il giudizio spetta alle Commissioni Tecniche dell’Automotoclub Storico Italiano. Mantenere una maglia replica di quella originale, però, va nella direzione della coerenza d’epoca che gli esaminatori verificano sui componenti.




























